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Katy Perry bandita a tempo indeterminato dalla Cina

fonte articolo e foto – rockol.it – redazione.

lla cantante di “California Gurls” è stato negato il visto di ingresso nella Repubblica Popolare Cinese a tempo indeterminato: Katy Perry era attesa per il prossimo lunedì, 20 novembre, a Shanghai, in occasione di un evento organizzato da Victoria’s Secret, ma le autorità di Pechino – che in un primo momento non si erano opposte al suo ingresso nel paese – nelle ultime ore hanno fatto dietrofront, inserendo il nome della popstar nell’elenco – lungo – di ospiti indesiderati.

Ai sempre attenti funzionari del governo cinese è evidentemente tornata alla mente l’esibizione che la cantante tenne nel 2015 a Taipei, quando – poco dopo il picco delle proteste di piazza contro l’accordo commerciale stipulato dal governo taiwanese con quello cinese – la Perry si presentò sul palco con un vestito ornato da un grande girasole sul busto, omaggiando implicitamente così il movimento anticinese, che proprio dei girasoli aveva fatto il proprio emblema.

Del resto le condizioni poste da Pechino alle personalità musicali in visita nel paese sono sempre estremamente stringenti, e subordinate a indagini estremamente approfonditi: mentre a Bjork e Oasis fu negato il visto di ingresso temporaneo per aver pubblicamente supportato la causa tibetana, i Maroon 5 furono inseriti nell’elenco delle persone non grate solo perché un elemento del gruppo inviò un tweet di auguri al Dalai Lama in occasione del suo compleanno.

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The Swing Brothers: “Chewing Gum Blues”. La recensione

fonte articolo e foto – melodicamente.com – stefano pellone.

Prendete due outsider della musica italiana anticonformisti e difficili da inquadrare come Sergio Caputo e Francesco Baccini, due musicisti schivi e lontani dallo star system che sono entrati con le loro canzoni nella storia della musica italiana e nonostante questo sono rimasti fedeli a loro stessi. Prendete un sogno fatto da Caputo in cui si trovava sul palco a suonare con Baccini. Prendete una manciata di chiacchierate sui social network. Mescolate tutto intensamente e otterrete “Chewing Gum Blues“, il primo disco targato “The Swing Brothers“, ovvero proprio Caputo e Baccini.

Per quanto strano possa sembrare, Sergio e Francesco hanno cominciato entrambi negli anni Ottanta su un terreno che affondava le proprie radici nello swing e nel blues ma non avevano mai suonato insieme e le loro carriere artistiche non si erano mai incrociate finora. I due hanno maturato nel corso del tempo uno stile tutto loro assolutamente riconoscibile e unico e per questo i loro fans li seguono da tempo in maniera inossidabile e quasi commovente. Ora il loro percorso umano e artistico li ha portati a suonare sotto la sigla di “The Swing Brothers“.

Il disco “Chewing Gum Blues” composto da dieci tracce è stato anticipato l’anno scorso dal singolo “Non fidarti di me” e, dopo molti concerti estivi, è stato lanciato dai due singoli “Le notti senza fine” e “Chewing Gum Blues”: l’album si apre con la titletrack che ci mostra subito come si fondano insieme subito lo swing e il jazz, oltre che le voci di Caputo e Baccini. Nel brano successivo “Le notti senza fine” questo concetto viene ulteriormente espletato e sembra di trovarci alla festa “Incanto sotto il mare” del leggendario film “Ritorno al futuro” per quanto sembra di essere negli anni Cinquanta.

Il disco è tutto in bilico tra anni Cinquanta e Sessanta, tra blues, jazz e pop, tra citazioni sofisticate e duetti vocali in bilico, come in “Mistery girl“: ci sono anche episodi completamente differenti come “Su questa striscia di mare” e “Maledetta questa luna“, brani dal piglio decisamente pop se non proprio rock che ricordano vagamente alcune canzoni di Pierangelo Bertoli per ritmo e cattiveria e vocale. “Tu non sei una Barbie” fa venire fuori invece l’anima gigiona e pianistica di Baccini con un brano ironico, sprezzante e caustico al punto giusto in cui Caputo fa da ottimo contraltare.

L’ironia regna sovrana in “Ma che gelida manina“, citazione swing della famosa aria lirica tratta dalla Boheme che vede i nostri due eroi districarsi tra chitarre swing, charleston e sassofoni: il pianoforte è invece il protagonista di “Paranoia in Lombardia by night“, pezzo blues sulle disavventure che si possono vivere una sera nelle nebbie lombarde e che ricorda molto da vicino il “Babysitting blues” del film “Adventures in Babysitting” cantato da Elisabeth Shue. Il disco si avvia verso la chiusura con lo ska di “Non fidarti di me” scritto e realizzato a quattro mani via Skype e “Uno straccio di blues“, brano strumentale sperimentale molto particolare.

Chewing gum blues” è un disco difficile da definire o decifrare. Di certo al suo interno troviamo la sintesi di due esperienze musicali trentennali che hanno segnato a loro modo la cultura musicale italiana (e non solo) dagli anni Ottanta in poi. Accompagnati dalla band che abitualmente li segue in concerto, Sergio Caputo e Francesco Baccini si tuffano in atmosfere notturne da locali pieni di fumo e donne in cerca di avventure, mentre loro suonano il loro blues senza segni di stanchezza o cedimento. Questo è un disco strano, un progetto comune che affascina ma non convince del tutto, come se qualcosa nel disco fosse forzata, non del tutto naturale. E questo stona con il contesto, che vede al suo interno anche canzoni molto carine e atmosfere che faranno piacere ai più nostalgici ma che non credo troveranno appeal nei più giovani. Si vede che solo noi ci ritroveremo all’Hemingway Caffè Latino a sorseggiare un Margarita con Berenice.

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U2 e Kendrick Lamar, ascolta ‘American Soul’

fonte articolo e foto – rollingstone.it – redazione-

Il brano collaborazione, una versione alternativa di ‘XXX.’, sarà nel nuovo album della band irlandese.

Gli U2 hanno pubblicato American Soul, il brano in collaborazione con Kendrick Lamar che farà parte della scaletta del nuovo album Songs of Experience in uscita il 1 dicembre. Lo potete ascoltare grazie al player qui sotto.

American Soul è il “brano gemello” di ‘XXX.‘, la traccia apparsa in DAMN., l’ultimo album del rapper di Compton uscito ad aprile di quest’anno. Anche Get Out of Your Own Way, l’altro brano in collaborazione con Kendrick, sarà inserito in Songs of Experience.

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Gabbani, esce Magellano Special Edition

fonte articolo e foto – ansa.it – musica – redazione.

A Firenze prima tappa instore tour, 20 gennaio concerto speciale.

Francesco Gabbani sceglie Firenze per la prima tappa del Magellano Instore Tour: il 17 novembre alle 17 il cantante, all’Hard rock cafè, incontrerà i fan e firmerà le copie di ‘Magellano Special Edition’, il doppio cd in uscita sempre il 17 per Bmg Rights Management che contiene, oltre al disco originale ‘Magellano’, certificato disco di platino il 16 ottobre scorso, un cd live dal titolo ‘Sudore, fiato, cuore’, registrato durante l’ultimo tour.
L’instore tour, spiega una nota, “è il capitolo finale di un viaggio e un tour iniziato il 19 giugno da Verona e conclusosi il 30 settembre dopo 44 concerti in giro per l’Italia. Dall’8 dicembre sarà inoltre disponibile, in esclusiva per Amazon, il doppio vinile di ‘Sudore, fiato, cuore’, mentre il 20 gennaio, al Mandela forum di Firenze, Francesco Gabbani festeggerà tutti i successi ottenuti con un concerto speciale”.

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Fiorello canta Fatti mandare dalla mamma

fonte articolo e foto – ansa.it – musica – redazione.

In duetto con Danti, cover della celebre canzone di Morandi.

Esce a sorpresa in radio “Fatti mandare dalla mamma”, il singolo di Fiorello feat. Danti, disponibile in digitale da domani, 17 novembre. Il brano, cover della celebre canzone di Gianni Morandi scritta da Luis Bacalov (scomparso ieri) e Franco Migliacci, nato quasi per caso, durante uno spettacolo teatrale di Fiorello, è subito virale sul web.
“Fatti mandare dalla mamma” è diventato così un vero e proprio singolo, registrato insieme a Danti Two Fingerz, e anticipato nei giorni scorsi durante il nuovo programma “social radiofonico” di Fiorello “Il Socialista”.

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BLONDE ON BLONDE Bob Dylan

fonte articolo e foto -rockol.it – redazione – gianni sibilla.

Scegliere un classico, uno soltanto, di Bob Dylan è davvero un’ardua impresa. Ce n’è almeno uno per decennio: il 2000, per il momento ci ha dato l’ottimo “Love & theft”; gli anni ’90 “Time out of mind”; gli ’80, “Oh mercy”. I ’70, “Desire” e soprattutto “Blood on the tracks”. Poi ci sono i ’60, e qui le cose si complicano sul serio. Perché la sfilza di capolavori è davvero infinita, dagli esordi acustici, fino a questo “Blonde on blonde” (1966), apice conclusivo di una trilogia di maturazione dal folk al rock iniziata con “Bringing it all back home” (1965)e proseguita con “Highway 61 revisited” (sempre 1965).
Questa trilogia comprende alcuni dei classici più classici di sempre del repertorio dylaniano, da “Mr. tambourine man” a “Like a rolling stone” per arrivare a “Just like a woman”, tanto per pescare un brano per ognuno dei tre album. E non ce ne vogliate se abbiamo citato questi e non altri, perché sappiamo che si tratta di una scelta arbitraria.
Ci sono alcune ragioni che depongono a favore di “Blonde on blonde” come “classico dei classici” nella discografia di Dylan. La prima è, appunto, la sua posizione di culmine in uno dei suoi periodi più creativi.
La seconda è dettata da motivi storici: è il primo album doppio della storia del rock; una canzone, “Sad eyed lady of the lowlands” sul vinile occupava da sola una facciata intera (per questi dettagli vi rimandiamo alla bella analisi di Paolo Vites contenuta in “100 dischi ideali per capire la musica rock”, volume curato da Ezio Guaitamacchi per la Editori Riuniti).
La terza è legata alla prima, ma è strettamente musicale: questo album è un fiume inarrestabile di suoni, parole, suggestioni rielaborate in modo assolutamente rivoluzionario. Dylan, in queste 14 canzoni ha riscritto la storia del rock, unendo in modo inedito strumenti tradizionali come il piano e le tastiere, creando un suono destinato a rimanere immortale, anche grazie all’aiuto degli Hawks di Robbie Robertson, che in seguito sarebbero diventati The Band. La Band per eccellenza, appunto.
La quarta ragione sono le canzoni, cantate nel modo più dylaniano possibile: una voce strascicata ed un’interpretazione assolutamente unica e personale. Le canzoni, dicevamo: dalla citata “Just like a woman”, a “I want you”, da “Visions of Johanna” a “Stuck inside of mobile with the Memphis blues again” non c’è quasi nulla di sbagliato in questo disco.
I passi successivi alla pubblicazione di questo “Blonde on blonde” sono tra i più noti della biografia dylaniana: il tour in Gran Bretagna che diede origine alla famosa contestazione della “svolta elettrica”. Il grave incidente in moto dell’estate del ‘66, la decisione di ritirarsi per qualche tempo dalla vita pubblica, l’incisione delle “basament tapes” (che videro la luce pubblica solo negli anni ’70) e il ritorno con “John Wesley Harding” a fine 1967, disco più radicato nel country che nel rock.
Inutile analizzare questi eventi, così come l’importanza di “Blonde on blonde”: sono stati versati fiumi di inchiostro al proposito e una recensione non potrebbe certo renderne conto. Al di là di ogni giudizio critico e storico, però, la bellezza e la freschezza di questo album rimane intatta ad oltre 30 anni di distanza.

TRACKLIST

01. Rainy Day Women #12 & 35 – (04:34)
02. Pledging My Time – (03:47)
03. Visions of Johanna – (07:31)
04. One of Us Must Know (Sooner or Later) – (04:52)
05. I Want You – (03:05)
06. Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again – (07:03)
07. Leopard-Skin Pill-Box Hat – (03:56)
08. Just Like a Woman – (04:50)
09. Most Likely You Go Your Way (And I’ll Go Mine) – (03:27)
10. Temporary Like Achilles – (05:00)
11. Absolutely Sweet Marie – (04:54)
12. Fourth Time Around – (04:32)
13. Obviously Five Believers – (03:33)
14. Sad-Eyed Lady of the Lowlands – (11:19)

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Milano Music Week, 20/26 novembre 17

fonte articolo e foto – rollingstone.it – redazione.

200 artisti, 100 concerti, 57djset e 112 panel per sette giorni di concerti, djset, mostre e panel. E un gran finale con il live dei concorrenti di ‘X Factor’.

La prima edizione della Milano Music Week si terrà al 20 al 26 novembre, e sarà un evento enorme: 200 artisti, 100 live, 57djset, 16 talk, 112panel e una settimana intera dedicata alla musica. Coordinata dal Comune di Milano insieme a SIAE, FIMI, Assomusica e NUOVOIMAIE, la Music Week è il frutto di un percorso iniziato nel 2015 con il convegno musica viva.

Ma passiamo agli artisti: ad aprire le danze sarà Niccolò Fabi, protagonista di una puntata speciale di VH1 Storytellers, cui seguirà il djset di Lele Sacchi. Poi i concerti di Jamiroquai, Ulver, Allie X, Jane Weaver, Michael Malarkey, Meg, Federica Abbate, A.K.A.M., Selton, Roy Paci, Diodato e tanti, tantissimi altri.

Per il gran finale, invece, appuntamento all’X Factor Music District in Corso Garibaldi, dove i concorrenti del talent Sky si esibiranno domenica 26 novembre. Se invece volete ritrovare alcuni volti noti delle passate edizioni, sappiate che Davide Shorty suonerà lunedì 20 e Giò Sada mercoledì 22. Trovate tutte le informazioni sulla Milano Music Week sul sito ufficiale.

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Pearl Jam: Let’s Play Two. The movie

fonte articolo e foto – rockol.it – redazione.

Nexo Digital presenta
una delle Band più grandi, autentiche e anticonformiste del Rock!

 

Pearl Jam
Let’s Play Two
Il film concerto sulla leggendaria doppia performance della band al Wrigley Field di Chicago.

SOLO
GIOVEDÌ 30 NOVEMBRE 2017
AL CINEMA

 

Diretto da Danny Clinch, con i brani più noti dei Pearl Jam, interviste esclusive e speciali dietro le quinte.

 

Per celebrare i leggendari concerti sold out che i PEARL JAM tennero il 20 e il 22 agosto del 2016 in omaggio alla storica stagione delle World Series Championship di baseball vinta dai Chicago Cubs, arriva al cinema il documentario “LET’S PLAY TWO

LET’S PLAY TWO, diretto dal regista e fotografo Danny Clinch, sarà infatti nelle sale italiane distribuito da Nexo Digital solo giovedì 30 novembre.

Del resto Chicago è la città natale di Eddie Vedder e i Pearl Jam hanno instaurato una relazione duratura con la città e con la squadra di baseball dei Chicago Cubs: un rapporto unico per il mondo dello sport e della musica celebrato nel 2016 con due straordinari concerti al Wrigley Field, lo stadio cittadino altresì definito “Cubs park”, in occasione dei festeggiamenti per la vittoria della World Series avvenuta dopo il più lungo digiuno della storia del baseball, ben 108 anni di distanza dal precedente titolo. Così, a partire da “TEN” fino a “LIGHTNING BOLT”, il film concerto spazia attraverso tutto il catalogo di brani originali e cover che hanno caratterizzato la carriera 25ennale della band. All’interno interviste esclusive e un dietro le quinte che mostra i passaggi spontanei, nel quartiere di Wrigleyville, dall’atmosfera di una vittoria dei Cubs all’anticipazione e alla preparazione dei live della band. Attraverso gli occhi di Danny Clinch e la voce dei Pearl Jam (Eddie Vedder Stone Gossard, Mike McCready, Matt Cameron, Jeff Ament), il film mostra il passato e il presente sia della band che dei Chicago Cubs e tramite la musica, il sudore e le speranze eterne che accumunano i fan dei Cubs e dei Pearl Jam, viene svelato il viaggio che ha creato questa speciale relazione.

Nei miei film e nelle mie fotografie mi piace esplorare la relazione esistente tra una band, i suoi fan e la location” racconta il regista di “Let’s Play Two” Danny Clinch. Quando succede che i personaggi principali del tuo film sono i Pearl Jam, i Chicago Cubs, i loro fan e lo stadio Wringley Field durante un momento storico, sai per certo che sarà epico. Abbiamo fatto bene a seguire i nostri istinti che ci hanno portato alla storica partita 7 delle World Series, la quale ha chiuso per la squadra un periodo di magra lungo 108 anni. Ho imparato ad accettare l’inaspettato e quando si è pronti, tutto ciò ripaga sempre”.

Il regista Danny Clinch e il produttore esecutivo Lindha Narvaez con Milkt sono stati team di produzione di progetti cinematografici per più di 15 anni. Hanno lavorato insieme anche per il film del concerto live dei Pearl Jam “Immagine in Cornice” (2007) e negli anni hanno lavorato a tanti altri EPKs della band.

Danny e Lindha, insieme ai direttori della fotografia di “LET’S PLAY TWOVance Burberry e Josh Goleman ed al direttore tecnico Taryn Gould, hanno collaborato con i Pearl Jam alla produzione dei contenuti di “Lightning Bolt” (2013) e al cortometraggio e video musicale di “Mind Your Manners”.

PEARL JAM. LET’S PLAY TWO è prodotto dalla Monkeywrench Productions, Tourgigs Productions, Universal Music Publishing Group, Republic Records, FOX Sports e la Major League Baseball in collaborazione con Milkt Films e Polygram Entertainment. Distribuito in Italia da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Rockol.it.

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