Dark Polo Gang, con ‘British’ si svolta

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica – federico pucci.

Tra docu-serie e live con Post Malone, i rapper si raccontano.

Dall’underground della trap alla fama virale sui social, da una serie reality su TimVision al palco dove si esibirà la più popolare stella americana tra pop e rap, la Dark Polo Gang si è trasformata da fenomeno a realtà. A segnare questo passaggio, oggi, è l’uscita del singolo ‘British’: di questo e molto altro Dark Wayne, Tony Effe e Dark Pyrex hanno parlato con l’ANSA.

“Post Malone? Un onore aprire il suo concerto. E poi mi hanno detto che ha comprato casa vicino al Colosseo, quindi siamo dello stesso Rione!”, commenta Pyrex, al secolo Dylan Thomas Cerulli, parlando della loro partecipazione alla tappa italiana dell’americano, il 10 luglio a Rock in Roma. “Ma soprattutto è un banco di prova – aggiunge Wayne (Umberto Violo) – Stiamo cercando di migliorare dal punto di vista della performance, vogliamo testare la visione del nuovo disco e dello show che ne seguirà”. La band di ‘Cavallini’ e ‘Cono gelato’ vuole crescere, insomma, e ‘British’ segna la transizione. Il concetto del pezzo nasce da un tormentone dei ragazzi, noti per i loro meme e modi di dire, come sa la loro affezionata platea su Instagram, quasi un reality prima del reality: “Lì mostriamo la parte più divertente e superficiale – dice Tony (Nicolò Rapisarda) – Abbiamo voluto fare la serie per mostrare il lavoro che c’è dietro, ma anche per le nostre cose più sentimentali e per le riflessioni”.

Così, anche tra le raffiche di brand e cliché nelle liriche del singolo si affacciano riferimenti, seppur ironici, all’attualità: “Parliamo di crisi e diciamo ‘DPG for president’ – precisa Wayne – In un momento in cui non c’è un governo, e ogni politico non fa altro che dire di essere il migliore, potremmo essere noi i politici”. I tre sono ben consci delle critiche di materialismo: “Un beat alla Lil Pump ti porta automaticamente a scrivere certi testi, altri possono spingere a una maggiore introspezione – spiega Pyrex – Con ‘British’ chiudiamo un capitolo e ne apriamo un altro. Dopo questo non sentirai più certi tipi di rime e concetti. Stiamo attraversando un cambiamento, e gli altri brani che stiamo preparando sono molto più sofisticati ma sempre trap: non abbandoneremo quella sonorità, però c’è un’evoluzione, il nostro istinto ci dice di cambiare”. Il segnale principale di questo cambiamento è la firma con Universal Music, che ha portato i rapper a riflettere proprio sul modo e il contenuto dei loro brani: “In futuro vogliamo essere meno volgari, perché anche i bambini ci seguono e potrebbero prendere le cose in modo sbagliato – dice Tony – Siamo come un Cassano o un Balotelli che deve mettere la testa a posto”.

Oltre alle parole, la DPG vuole evolvere nei suoni. Da qui l’incontro con produttori di spicco, come Ronny J (Lil Pump, XXXTENTACION), con cui hanno lavorato negli studi di Los Angeles che appartengono a Kanye West e che erano già stati di Tupac. Il sodalizio con il produttore Sick Luke non è in pericolo, assicurano, così come quello con il quarto componente, Dark Side (Arturo Bruni), attualmente impegnato nella sua lotta alla tossicodipendenza: “Ovviamente lo stiamo aspettando, certe cose le deve combattere da solo”.

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