Gli 80 anni di Adriano Celentano

fonte articolo e foto – ansa,it – musica – redazione – paolo biamonte.

Tra rivoluzione e predicazione, da via Gluck a Le migliori.

Sabato prossimo, il giorno della Befana, Adriano Celentano compie 80 anni. E, mentre è ancora impegnato nella realizzazione di “Adrian”, la serie tv realizzata con Milo Manara che dovrebbe andare in onda sulle reti Mediaset, “Tutte le migliori”, il cofanetto che raccoglie i duetti con Mina e alcuni dei loro più grandi successi, è al terzo posto della classifica.

Il luogo di nascita di Celentano è uno degli indirizzi più famosi della musica italiana: Milano (6 gennaio 1937), via Gluck 14. Proprio lì “dove c’era l’erba ora c’è una città”.

C’è un’altra data fondamentale nella storia di uno dei protagonisti assoluti della cultura popolare del nostro Paese: il 18 maggio 1957. Figlio di immigrati pugliesi, Adriano aveva fatto diversi mestieri prima di diventare un orologiaio. Il suo passatempo preferito era imitare Jerry Lewis (aveva anche vinto un concorso di imitatori) ed era rimasto folgorato da un 45 giri che gli aveva regalato la mamma, Giuditta Giuva.

Era “Rock Around The Clock” di Bill Haley e aveva inoculato nel ragazzo della via Gluck il virus di quella musica rivoluzionaria. In quel giorno di maggio di 60 anni fa, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, fu organizzato il primo festival del rock’n’roll. Celentano partecipa con i Rock Boys: suonano “Ciao ti dirò” e il cantante vince il concorso e il suo primo contratto discografico. Nel 1959 la carriera decolla grazie a “Il tuo bacio è come un rock”, un successo clamoroso che diventa presto un musicarello.

Celentano sconvolge il mondo della canzone italiana: ha una contagiosa vis comica, canta come un apostolo del primo rock’n’roll e si muove in un modo mai visto. Nasce il mito del “molleggiato”.

Un impatto rivoluzionario, rafforzato dall’idea di cominciare dando le spalle al pubblico la sua prima esibizione al Festival di Sanremo: era il 1961, la canzone era “24 mila baci” e Celentano, che all’epoca faceva il servizio militare, partecipò grazie a una dispensa firmata dal ministro della Difesa Giulio Andreotti. Da quel momento, Celentano è uno dei dominatori della musica italiana: si muove tra rivoluzione e predicazione alternando tematiche ambientaliste ante litteram, come “Il ragazzo della via Gluck” e “L’albero di 30 piani” a posizioni conservatrici tipo “Tre passi avanti”, “Pregherò”, “Chi non lavora non fa l’amore” (che ha vinto Sanremo nel 1970), “La coppia più bella del mondo”, capolavori come “Una carezza in un pugno”, “Azzurro” (musica di Paolo Conte), “Storia d’amore”. Con “Prisencolinensinainciusol” anticipa il rap. Anche nella gestione della sua carriera è stato un anticipatore, perché fin dagli anni ’60 ha cercato, con molti problemi, la sua indipendenza dalle case discografiche, fondando il Clan.

Un personaggio che dal 1964 ha accanto la moglie-manager Claudia Mori e che ha attraversato la storia della canzone, dall’epoca d’oro del 45 giri al digitale, travalicando i confini della musica: tra gli anni ’70 e ’80 è stato campione d’incassi con film commerciali, conoscendo un confortante successo come regista con “Yuppi Du” e una cocente delusione con “Joan Lui”. Se la televisione, grazie alle sue partecipazioni come “ospite evento” era stato il mezzo ideale per veicolare i suoi successi, dal 1987, con “Fantastico 8”, è diventata lo strumento utilizzato per imporre la sua nuova dimensione di “predicatore”, oggi diffusa anche attraverso un blog. I suoi spettacoli, seguiti da ascolti record, da “Francamente me ne infischio” a “125 milioni di caz… te” e “Rockpolitick” fino alla molto discussa partecipazione al festival di Sanremo del 2012, hanno suscitato polemiche e discussioni a non finire fino quasi a mettere in secondo piano il cantante rispetto all’opinionista specializzato in monologhi dalle proverbiali pause e sceso in campo a favore del movimento di Beppe Grillo.

Nel 1998, l’album registrato con Mina (da sempre una delle sue migliori amiche) e trainato dal brano “Acqua e sale” ha venduto 1.600 mila copie. Nel 2016 la super coppia replica con “Le migliori”, arrivato al sesto disco di platino. Nel 2012, a 18 anni di distanza dal suo ultimo concerto, è tornato a cantare dal vivo all’Arena di Verona in due serate, intitolate “Rock Economy” e trasmesse da Canale 5 con grande successo. Sono state le sue ultime uscite pubbliche, se si eccettuano un’intervista a “Ballarò” nel 2015 e un video messaggio per il suo amico Gianni Bella.

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